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Obbligatorietà dei crediti Ecm: Il punto sulle sanzioni


Quello delle prevedibili conseguenze negative in caso di mancato adempimento dell'obbligo Ecm è un problema dalle molte facce, di cui quella delle possibili sanzioni disciplinari è soltanto una e non necessariamente la più importante.

L'obbligo di conseguire i crediti formativi ECM, per chi opera nella sanità pubblica e privata, secondo le modalità definite dalla Commissione Nazionale ECM stabilita presso il Ministero della Salute, è ormai parte integrante sia dei codici deontologici delle diverse Professioni sia della normativa statale.

A livello legislativo l'obbligo è codificato nella legge n. 214/2011, che recita testualmente:
"La violazione dell'obbligo di formazione continua determina un illecito disciplinare e come tale è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall'ordinamento professionale che dovrà integrare tale previsione entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto".

La norma si applica sia alle professioni sanitarie sia ad altre professioni "liberali" (Ingegneri, architetti, avvocati, notai, commercialisti, e ragionieri, geometri ecc.) alcune delle quali già precedentemente avevano iniziato a sanzionare l'inadempimento dell'obbligo formativo da parte dei propri appartenenti. A questo riguardo la Corte di Cassazione, Sezione III Civile, con numero 2235 del 1° febbraio 2010, nel respingere il ricorso di un notaio contro la sanzione disciplinare della censura applicatagli dall'Ordine per non aver conseguito tutti i crediti formativi aveva affermato che il mancato aggiornamento professionale comporta un danno al decoro e al prestigio della professione, ed è quindi giusto che il mancato rispetto delle norme in tema di formazione continua sia soggetto alle stesse sanzioni previste in caso di gravi errori tecnici.

Con un po' di lentezza la macchina dei controlli si è messa in moto anche per le professioni sanitarie: nel 2013 il COGEAPS (Consorzio Gestione Anagrafica delle Professione Sanitarie) e la Commissione Nazionale ECM hanno definito le seguenti regole:

  • Gli enti accreditanti hanno l'obbligo di tenere l'elenco di tutti gli eventi formativi ECM e di trasmetterlo al COGEAPS per consentire la corretta registrazione;
  • I crediti ECM acquisiti per l'attività di tutoraggio per la formazione individuale all'estero e per l'autoformazione vengono registrati e attestati dagli Ordini;
  • Gli Ordini devono trasmettere al COGEAPS i crediti registrati relativi al professionista.

Ad esempio, l'ultimo aggiornamento del Codice deontologico dei medici approvato il 18 Maggio 2014 all'art. 19 (Aggiornamento e formazione professionale) stabilisce: "Il medico nel corso della sua vita professionale persegue l'aggiornamento costante e la formazione continua. per lo sviluppo delle conoscenze e delle competenze professionali tecniche e non tecniche favorendone la diffusione ai discenti ed ai collaboratori. Il medico assolve gli obblighi formativi. L'ordine certifica agli iscritti ai propri Albi i crediti acquisiti nei percorsi formativi e ne valuta le eventuali inadempienze."

La prima verifica sul campo dell'apparato sanzionatorio si è avuta nel 2015, quando è stata disposta d'ufficio la cancellazione dall' Albo nazionale speciale dei medici competenti di oltre 3500 medici non in regola con il conseguimento dei crediti formativi.

Nel giugno 2016 il ministro della Salute Lorenzin nel corso di una conferenza pubblica, ha annunciato un' indagine su chi omette di seguire i corsi ECM. Nella stessa sede è stata propugnata la proposta di obbligare i medici ad esporre nel proprio ambulatorio, studio, etc. la certificazione di avvenuto aggiornamento ECM.

Nei fatti ogni azione sanzionatoria rimane esclusa fino ad aprile 2017, quando saranno consolidati nella banca dati Cogeaps i report di tutti gli eventi formativi del triennio 2014-2916 organizzati dai vari provider nazionali e regionali.

L'enfasi spesso eccessiva sul ritardo degli Ordini rispetto alle sanzioni disciplinari non deve tuttavia far dimenticare la presenza di numerose altre forme di sanzione 'indiretta' a cui già ora è esposto il sanitario che evade l'obbligo ECM.

Vediamone alcune:
Sempre più frequentemente le aziende sanitarie, sia pubbliche che private (Case di Cura, Laboratori, Poliambulatori, etc.) nell'ambito delle verifiche ed ispezioni per la certificazione della Qualità devono documentare l'ottemperanza all'obbligo Ecm da parte del proprio personale. Le rilevazioni di "non conformità" di un certo rilievo può pregiudicare l'esito della certificazione e mettere altresì a repentaglio gli accreditamenti e/o le convenzioni dell'azienda a livello regionale o di Asl.

In modo del tutto analogo occorre attendersi una forte penalizzazione nella determinazione del premio annuale di assicurazione per le strutture che non sono in grado di certificare l'aggiornamento professionale del proprio personale.

Lo stesso vale ovviamente per gli accreditamenti, convenzioni e premi assicurativi pagati dei liberi professionisti.

Il discorso si fa poi molto più serio nell'eventualità che si verifichino degli eventi avversi nel corso dell'attività professionale. Il giudice, chiamato a valutare, sia in sede civile sia in sede penale se nel comportamento del professionista possono ravvisarsi profili di imprudenza, imperizia o negligenza, non essendo egli stesso un esperto della materia, sarà portato a basare il suo giudizio sulla presenza di elementi oggettivi. In questi casi l'impossibilità del professionista a documentare il pieno adempimento dell'obbligo di aggiornamento può pesare in maniera determinante sull'esito del giudizio.

Molto verosimilmente anche le società Assicuratrici potranno contestare l'illecito disciplinare per giustificare il rifiuto di risarcire il danno.

Molto chiara a questo riguardo la posizione espressa dall'Ordine dei Medici di Firenze:
(http://www.ordine-medici-firenze.it/index.php/faq/256-ecm-alcune-cose-importanti-da-sapere)

"… un medico che non fosse in regola con i crediti ECM avrebbe grosse difficoltà a lavorare, sia come dipendente che come libero professionista, presso strutture sanitarie private o per il volontariato sociale perché sempre più spesso tali strutture richiedono al medico di dimostrare la propria regolarità ECM. Oppure, recentemente, alcuni Enti Pubblici come l'INAIL, prima di conferire un incarico libero professionale ad un medico, pretendono che costui dimostri la propria regolarità ECM, altrimenti si perde il diritto all'incarico. Infine non bisogna sottovalutare nemmeno il versante legale e assicurativo. 

Nel caso in cui un medico cagioni un danno ad un paziente e sia chiamato a risarcirlo, l'eventuale irregolarità ECM potrebbe "pesare" in termini di quantificazione della colpa professionale, col rischio che l'assicurazione si "chiami fuori" proprio per questo motivo. In conclusione, al di là dell'esistenza o meno di specifiche sanzioni, ogni medico e odontoiatra dovrebbe mantenersi in regola con l'obbligo ECM, sia per non perdere occasioni di lavoro, sia per non subire contestazioni di tipo legale o assicurativo."


Per completezza di discorso è bene ricordare che l'obbligo dell'ECM compete al singolo professionista in quanto tale e non alla struttura di appartenenza. La Corte di Cassazione (sentenza 21817 del 19.09.2011) ha stabilito che non sussiste a carico delle Asl l'obbligo di predisporre e organizzare corsi di aggiornamento e formazione per i propri dipendenti ne è un diritto di questi ultimi di ottenere direttamente dall'Asl di appartenenza la promozione e l'organizzazione di tali attività, ma è il professionista sanitario che deve provvedere a garantire il rispetto dei suoi obblighi formativi.

 

PostHeaderIcon Sabato 22 ottobre, convegno ECM (6 crediti) su aggiornamento dei NAO presso la Cl. Medicterranea

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Cari Colleghi,
vi ricordiamo che a NAPOLI, il 22 OTTOBRE 2016 alle ore 8,00 presso la Clinica Mediterranea si svolgerà il convegno (cui sono stati attribuiti 6 crediti formativi) dal titolo: "DALLA PREVENZIONE DELL’ICTUS CARDIOEMBOLICO AL TRATTAMENTO DELLA TEV E DELL’EMBOLIA POLMONARE: IL RUOLO DEI NUOVI ANTICOAGULANTI ORALI".
Il convegno è accreditato ECM per tutti i partecipanti ed è organizzato in collaborazione con la cooperativa medica KOS.
Raccomandiamo la massima partecipazione, anche in considerazione del fatto che è organizzato da e per i MMG.
Di seguito vi trasmettiamo il razionale ed in allegato il programma (durerà la sola mattinata di sabato 22 ottobre).
Un cordiale saluto a tutti
Saverio Annunziata e Giueppe Tortora


RAZIONALE
IL CONVEGNO DI PROPONE DI OFFRIRE AL MEDICO UN AGGIORNAMENTO SUI NUOVI ANTICOAGULANTI ORALI NELL’AMBITO DELLA TERAPIA DELLA FIBRILLAZIONE ATRIALE NON VALVOLARE E DELLA TROMBOSI VENOSA PROFONDA..
A PARTIRE DAI LIMITI RELATIVI ALL’USO DEGLI ANTICOAGULANTI TRADIZIONALI E DALLO SVILUPPO DELLE MOLECOLE DI ULTIMA GENERAZIONE, VIENE FATTA UNA DISAMINA DELLE PRINCIPALI CARATTERISTICHE E VANTAGGI DELLE NUOVE CLASSI DI ANTICOAGULANTI ALLA LUCE DELLE PIU’ RECENTI EVIDENZE SCIENTIFICHE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AL RIVAROXABAN.
VENGONO COSI’ AFFRONTATI NUMEROSI ASPETTI: DALLE MODALITA’ DI AVVIO AL FOLLOW UP, DALLO SWITCH DA ALTRI ANTICOAGULANTI ALLE INTERAZIONI CON I FARMACI E CON IL CIBO, DAL TRATTAMENTO DELLE EMORRAGIE A QUELLO DI PARTICOLARI PAZIENTI (ANZIANI,CHIRURGICI, CON DISFUNZIONI RENALI ED EPATICHE).
Attachments:
programma scientifico.pdf684 Kb
 

PostHeaderIcon Simposio alla Clinica Mediterranea sui fattori predittivi di rischio di eventi cardiovascolari

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Simposio il 05/10/2016 nella sala conferenze della Clinica Mediterranea:

CARDIOVASCULAR DISEASES:
PREVENTING BETTER THAN TREATING

"Prevenire è meglio che curare". E' un'affermazione che di questi tempi sentiamo spesso fare dalle autorità politiche, preoccupate non solo dei danni di un evento avverso talora prevedibile, ma anche dei costi che si sarebbero potuti evitare o contenere con una adeguata prevenzione.
Se ciò è vero nel caso di un cataclisma naturale, lo è, e io credo ancora di più, in campo medico. E' ad esempio di grande importanza in medicina identificare correttamente gli individui che sono a rischio di eventi cardiovascolari devastanti, in maniera da potere ad essi, e solo ad essi, riservare l'idoneo trattamento preventivo.
Da tempo sono noti diversi fattori clinici di rischio cardiovascolare. Un recente studio, tuttavia, pubblicato qualche mese fa sul JAMA, identificava nove proteine i cui livelli nel sangue possono predire il rischio di un evento avverso cardiovascolare con maggiore accuratezza di qualsiasi altro fattore di rischio finora considerato.
Alla prevenzione in campo cardiovascolare, alla luce anche delle recenti acquisizioni di proteomica, è dedicato questo Simposio Mediterraneo al quale con piacere invitiamo specialisti, medici di famiglia interessati ai molteplici aspetti delle malattie cardiovascolari.
Il direttore del Dipartimento Cuore
Prof. Luigi Chiariello

In allegato la locandina del programma dell'evento

Ultimo aggiornamento (Lunedì 03 Ottobre 2016 17:01)

 
Notizie flash
i medici di famiglia guadagnano troppo secondo i nuovi vertici nazionali SMI

Carissimi colleghi,

che lo SMI fosse governato dalla sua componente Dirigenza medica, è un fatto noto, tant’è che fu questo uno dei principali motivi che indusse me e Peppe Tortora, circa due anni orsono, a lasciare i vertici nazionali di quel sindacato, dove gli spazi di autonomia sindacale della componente convenzionata (in particolar modo della Medicina generale) divenivano sempre più ristretti e condizionati dalla dirigenza.

Adesso con il rinnovo dei vertici sindacali nazionali dello SMI, in occasione del recente congresso elettivo, le cose sembrano siano addirittura peggiorate per la sua componente Medicina generale. Infatti, il nuovo segretario nazionale, Pina Onotri, persona validissima con cui ho peraltro avuto modo di collaborare quando dirigevo il suo attuale sindacato, è espressione della Continuità assistenziale in seno allo SMI e già al suo esordio non ha lasciato dubbi sulla sua appartenenza. Infatti tra i suoi primi comunicati stampa  ha tenuto a precisare che la Medicina generale percepisce una retribuzione superiore del 38% rispetto alla dirigenza ospedaliera.

Ora, a parte l’inesattezza del dato, che come al solito non tiene in conto tutti i fattori di produzione del reddito del Medico di famiglia (tutti i costi), vi pare mai possibile che un sindacato possa giocare al ribasso con gli interessi economici dei propri iscritti, in particolare i Medici di famiglia? Con i tempi che corrono una tale panzana può stuzzicare gli appetiti dei tagliatori di spesa del ministero dell’economia e finanze, pronti ad usare l’ascia in nome della spending review.

Ma non lo hanno ancora capito i medici di famiglia iscritti allo SMI che sono soggiogati in quel sindacato? Non bastò allora il nostro gesto per fare aprire gli occhi ai colleghi, adesso si continua in questo succube torpore sindacale. Buon riposo a tutti i Medici di famiglia SMI … in dolce attesa della quiescenza!

Un caro saluto

Saverio Annunziata